Malagiustizia giustizia a orologeria . Come una scheggia impazzita sul Caso del Senatore Mantovani.
- Mar 16, 2018
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L' arresto che fu fatto ai danni del senatore Mantovani mi e' sembrato un attacco ad un uomo e ad un partito politico, la magistratura puntualmente entra a gamba tesa ogni volta che si avvicinano le elezioni che c'e' aria di burrasca nell'aria di sinistra . Secondo un mio parere e' tutto strano e quella richiesta chiusa un anno nel cassetto per tirarla fuori al momento giusto: da ex difensore dello stato mi sento di dire che sono schifato da come viene applicato il codice di procedura penale, si procede con un sistema poco corretto i giudici politicizzati sempre per non commettere errori e lasciare l'avversario politico della loro area spesso spediscono in galera un politico o un cittadino che nel corso delle indagini, è ancora un presunto innocente. Questo e' successo al Senatore Mario Mantovani , facciamo chiarezza su questa strana vicenda che ha visto un innocente essere messo in prime pagine come un delinquente.

IL PROCESSO Milano, assolto l'assessore regionale Mantovani: "Nessuna omissione di atti d'ufficio" Il numero due di Maroni era finito a processo per una vicenda che risale ai tempi in cui era sindaco di Arconate. Il suo commento: "Il procedimento era frutto di un risentimento tra famiglie". L'assessore lombardo alla Salute e vicepresidente della Regione Lombardia, Mario Mantovani, è stato assolto con formula piena dalle accuse di omissione e rifiuto di atti d'ufficio: le imputazioni si riferivano a un periodo nel quale l'assessore regionale era sindaco di Arconate (Milano). Lo ha deciso il gup milanese Natalia Imarisio accogliendo la richiesta del pm Luigi Orsi, il quale aveva chiesto il proscioglimento. Mantovani era imputato in relazione a un presunto rifiuto, quando era sindaco, "di dare esecuzione" a una sentenza del Consiglio di Stato del 2013, che aveva dato ragione a una società, la Fadaf sas, la quale lamentava che su un terreno confinante con la sua sede era stata realizzata una costruzione abusiva. L'assessore, difeso dall'avvocato Alessandra Brignoli, ha scelto di essere giudicato con rito abbreviato ed è stato assolto. Lo stesso pm, come spiegato dal difensore, aveva chiesto l'assoluzione spiegando che non c'era stato alcun dolo da parte di Mantovani, il quale non aveva l'obbligo di far demolire la costruzione. "Questa sentenza dimostra che sono una persona perbene - ha commentato il vicepresidente della Regione, che si è presentato a Palazzo di Giustizia per il processo - e che questo procedimento era frutto di un risentimento tra famiglie e che io sono stato coinvolto senza alcune ragione". Assolto anche l'altro imputato del processo: l'allora responsabile dell'area tecnica del Comune di Arconate, Massimo Miracca. ANCHE sulle tamgenti e abuso d'uffico e' steso prescritto .Milano, tangenti: prescritto l’abuso d’ufficio per Mario Mantovani. In relazione alla compravendita di palazzo Taverna, ad Arconate. Cade uno dei reati per l’ex vice presidente della Regione Lombardia a giudizio per corruzione, concussione e turbativa d’asta La quarta sezione penale del Tribunale di Milano ha dichiarato mercoledì mattina la prescrizione per uno dei reati, un’ipotesi di abuso d’ufficio, contestati all’ex vicepresidente della Regione Lombardia e consigliere regionale di Forza Italia Mario Mantovani, che venne arrestato nell’ottobre del 2015 e che è sotto processo a Milano assieme ad altre persone, tra cui l’assessore lombardo all’Economia Massimo Garavaglia. Nella scorsa udienza l’ex `numero due´ del Pirellone, arrestato due anni fa per corruzione, concussione e turbativa d’asta, aveva spiegato che era «orientato» a rinunciare alla prescrizione - in relazione alla compravendita di palazzo Taverna, ad Arconate - per ottenere il proscioglimento nel merito, anche se avrebbe dovuto valutare bene con i suoi legali cosa fare. «Come annunciato settimana scorsa - ha chiarito in una dichiarazione Mantovani - nonostante la mia propensione a valutare l’atto di estinzione del reato, ho accondisceso all’invito dei miei avvocati che con fermezza mi hanno rammentato il significato di questo istituto giuridico, previsto proprio dallo Stato italiano a tutela dei diritti dei cittadini ad un giusto processo, in tempi ragionevoli, secondo il dettame dell’articolo 111 della Costituzione. E purtroppo - ha aggiunto - come sappiamo, i tempi della giustizia italiana a oggi non garantiscono la necessaria serenità». L’ipotesi di abuso d’ufficio, che si è prescritta ai primi di ottobre, vedeva imputato Mantovani, assieme ad altre tre persone, in qualità di sindaco all’epoca del Comune di Arconate (Milano) per fatti del 2010 e relativi a un «immobile settecentesco denominato `Palazzo Taverna´». Mantovani ha preso «atto dell’intervenuta estinzione del reato» che «è per me motivo di profondo rammarico, essendo trascorsi 4 anni di indagini, tra cui 6 mesi tra carcere ed arresti domiciliari». Mantovani si domanda «perché la Procura non abbia per esempio deciso di approfondire fin da subito detto capo di imputazione, non consentendo al Tribunale di compiere le necessarie valutazioni. Peraltro - ha proseguito - io sono certo della mia innocenza». E conclude di aver «già dato mandato ai miei avvocati di procedere in sede civile e penale per il ristabilimento della verità e dell’onorabilità della mia persona». Mentre oggi La Cassazione annulla il sequestro dei beni a Mario Mantovani 1 milione e 300mila euro l'ammontare del provvedimento. MILANO – La Corte di Cassazione ha deciso il dissequestro dei beni che lo scorso novembre il Nucleo di polizia tributaria della Gdf di Milano aveva eseguito su beni per oltre 1,3 milioni di euro all’ex vicepresidente della Regione Lombardia Mario Mantovani. SI trattava di beni immobili e conti correnti che ora rientrano nelle disponibilità di Mantovani, che aveva contestato- tramite il suo avvocato Roberto Lassini- l’istanza accusatoria e il sequestro (che era pur sempre preventivo). Adesso naturalmente si attendono le motivazioni del provvedimento, che consentiranno di entrare nel merito della decisione assunta dalla Suprema Corte. Bisogna riformare la giustizia Italiana e spero che il nuovo governo prendera' in considerazione seriamente la proposta e fara' una riforma giusta e onesta per far si che questi casi non succederanno piu'. No perche' a subire questo atto vile e' un politico una persona conosciuta, spero che cambi la riforma perche' puo' succedere ad ogni singolo cittadino . Il dramma non lo subisce chi viene colpito da una sentenza cosi abominevole , ma a subirlo sono i familiari che gli sono vicino, figli, mogli, madri, padri, etc etc.
Domenico Marigliano























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